....la fine di un amore
"la fine di un amore non si sottolinea mai, la fine di un amore non ti risparmia mai" era il testo di una bellissima canzone di cui non ricordo il titolo. Quante volte in privato mi scrivono amiche che mi parlano del dolore di un amore finito....un dolore insostenibile, un dolore che conosco anche io ma chi non lo conosce?. Lo racconto in "Irene non lo sa"..ad un certo punto della storia, Federico da uomo brillante diventa una larva perchè Claudia lo ha lasciato. Sembra che si sia fermato il tempo per lui. Sembra che niente abbia più valore. Poi passano i giorni, uno dietro l'altro, avviene un nuovo incontro e tutto va a memoria. Io credo che il dolore per la fine di un amore sia come i dolori del parto per le donne, si dimentica, altrimenti nessuno mai farebbe un secondo figlio e nessuno si innamorerebbe una seconda volta.
Cosa posso dire a tutte le amiche che perdono un amore? Posso dire che il dolore non è una debolezza, il dolore è una forza, contiene energia. Chi soffre è perchè ha amato ed è stato amato e benchè si dica, l'amore non è per tutti, è un privilegio. Allora, fate un tubo con il giornale, come mi disse un tempo Ornella, e sbattetelo forte sulla sedia quando volete tirare fuori la rabbia, fatelo tantissime volte senza fermarvi. Quando invece vi prende la tristezza, comprate i fazzolettini colorati, asciugate le lacrime e buttateli a terra nella vostra stanza....l'arcobaleno di colori vi farà sorridere. Quando invece vi prende la nostalgia riempite fogli di parole inutili. Quando avete bisogno di parlare, chiamate un amico solo, non due o tre, uno solo e raccontatevi a lui, torturatelo, come Federico ha fatto con Stefano, tormentatelo e lui vi dirà tutte cose inutili, tutte cose che non ascolterete neanche ma vi distrarrà, fi farà sentire meglio, vi farà anche ridere a volte. Ne dovete scegliere uno perchè il dolore deve restare circoscritto, non deve invadere lo spazio che vi circonda perchè poi per toglierlo ci vogliono fatiche immani.
Vi dico una cosa, non c'è dolore più grande e più incontrollabile, non c'è dolore più folle e più atroce della perdita di un amore. Tutti gli altri dolori si superano facilmente con la razionalità, unico elemento che manca in questo caso. L'amore è una follia e la fine di un amore è la conseguenza della follia.
Quindi amici miei del blog, nessuna parola serve, nessuna saggezza. Accettiamo che l'amore fa soffrire, facciamocene carico, affidiamo al tempo la guarigione....nell'attesa di innamorarci di nuovo. Non dimentichiamo che ad ogni fine segue un inizio, non dimentichiamo che, come dice il grande cantastorie dei giorni nostri: "non c'è mai fine al viaggio anche se un sogno cade", non dimentichiamo che ogni giorno di lacrime è un giorno in meno in cui sorridiamo, non dimentichiamo la bellezza di un pezzo di strada fatto insieme alla persona che abbiamo amato, non dimentichiamo le emozioni che abbiamo provato perchè per ognuna di esse ne vale la pena di vivere un momento così triste e soprattutto non dimentichiamo la speranza. La speranza di qualsiasi cosa.
...è un nuovo inizio.
La fine di un amore è un nuovo inizio.
mercoledì 24 ottobre 2012
venerdì 12 ottobre 2012
...Amico è tutto...è l'eternità....
L'amicizia dura per sempre, perchè gli amici sono quelli che ci conoscono nel profondo. Non fingiamo con un amico, non abbiamo bisogno di conquistarlo, non vediamo all'orizzonte la possibilità di perderlo.
E non c'è questa possibilità. Lo affermo oggi, in un momento in cui la vita si diverte a prendermi in giro, a farmi vedere cose che non esistono, ad offuscare la ragione in un dolore che sovrasta ogni cosa. Ma oggi, sia la ragione che il sentimento si trovano d'accordo e non si fanno sopraffare dal momento di sconforto. Resto ferma nei miei convincimenti. Non c'è nessuna fine a questo viaggio perchè ognuno di noi continua a vivere non solo nel ricordo, continua a vivere e basta. Che si chiami energia, che si chiami vita...io lo chiamo Dio ma non cambia il senso di quello che ho detto anche per chi non crede. Si soffre il distacco....si soffre il vuoto che non riusciamo a colmare. Si soffre di un dolore lancinante che ci ferma il respiro. Mi inginocchio davanti a chi è capace di provare questo dolore perchè ha conosciuto l'amore, lo ha vissuto con pienezza. Ci rincontreremo un giorno....nello stesso sorriso....nello stesso abbraccio....ci rincontreremo nel luogo di colui che ne avrà di spiegazioni da darmi per tutta questa faccenda...perchè comunque mi ha fatta incazzare. Resta fermo che l'amore è per sempre.....e la vita non finisce. MAI.
E non c'è questa possibilità. Lo affermo oggi, in un momento in cui la vita si diverte a prendermi in giro, a farmi vedere cose che non esistono, ad offuscare la ragione in un dolore che sovrasta ogni cosa. Ma oggi, sia la ragione che il sentimento si trovano d'accordo e non si fanno sopraffare dal momento di sconforto. Resto ferma nei miei convincimenti. Non c'è nessuna fine a questo viaggio perchè ognuno di noi continua a vivere non solo nel ricordo, continua a vivere e basta. Che si chiami energia, che si chiami vita...io lo chiamo Dio ma non cambia il senso di quello che ho detto anche per chi non crede. Si soffre il distacco....si soffre il vuoto che non riusciamo a colmare. Si soffre di un dolore lancinante che ci ferma il respiro. Mi inginocchio davanti a chi è capace di provare questo dolore perchè ha conosciuto l'amore, lo ha vissuto con pienezza. Ci rincontreremo un giorno....nello stesso sorriso....nello stesso abbraccio....ci rincontreremo nel luogo di colui che ne avrà di spiegazioni da darmi per tutta questa faccenda...perchè comunque mi ha fatta incazzare. Resta fermo che l'amore è per sempre.....e la vita non finisce. MAI.
lunedì 23 luglio 2012
....quando le parole abbracciano
.....stasera ho parlato al telefono con Monica. Monica è una mia amica. Monica ha usato le parole che abbracciano. Avevo bisogno di questo. Solo di questo. E stasera, sono tornata a casa ed ho pensato di scriverlo....perchè sembra banale forse ma davvero è importante questa cosa qui. Ricevere le parole che abbracciano è una cosa rara veramente rara. Amici miei le conoscete le parole che abbracciano? Io mi sento stanca stasera e Monica lo sa....molto molto stanca....e la stanchezza fa vedere i mostri, fa perdere di vista l'orientamento e la razionalità. Adesso so solo che devo passare un po' di tempo con Paola, in un luogo solitario e che le persone che mi amano lo capiscono e mi aspettano....Monica mi ha detto che lei mi aspetta perchè dobbiamo fare un progetto grande grande anzi tanti progetti grandi grandi.....dobbiamo fare il musical insieme a Claudio che pensa che io l'ho dimenticato. Le cose più importanti dimorano nel mio cuore e il cuore costruisce da se così come batte. Sono stanca e forte addesso....ma potrei anche essere debole perchè sono abbandonata nell'abbraccio delle sue parole. Resto qui con questa sensazione.....e dico a Monica che le voglio bene. E' tutto sempre così meraviglioso....
Paola
Paola
venerdì 15 giugno 2012
....il matrimonio....
...affronto un tema difficile, forse uno dei più difficili di cui si possa mai parlare. D'amore è facile parlare, perchè è un concetto astratto e i concetti astratti non hanno confini o dimensioni, ognuno può dire la sua ed è sicuramente una valida opinione. Il matrimonio invece è concretezza. Sono due persone che ad un certo punto si guardano e decidono di prendersi l'impegno di vivere insieme...tutta la vita. Per tanto tempo ho cercato di dire le parole giuste sul matrimonio fino al giorno in cui un collega, ricordo anche il suo nome, si chiamava Felice, mi disse di vedere un film. Il film si chiama Frida. A volte capita per fortuna o per caso di leggere le parole che qualcuno ha scritto prima di te, proprio quelle che avresti voluto scrivere tu. E' successo ed ai miei amici Pino e Nicoletta dedico queste parole perchè di meglio io non saprei fare.
"Io non credo nel matrimonio, no, davvero non ci credo: voglio essere ben
chiara su questo punto. Lo considero al suo peggio un gesto politico
ostile, un modo usato dagli uomini dalla mente ristretta per tenere le
donne in casa e fuori dai piedi. Un gesto ammantato di una parvenza di
tradizione e pervaso del conservatorismo più ripugnante. Al suo meglio è
una beata illusione. Sono due persone che si amano davvero e che non
hanno idea di quanto stiano per rendersi infelici a vicenda.
Ma, quando due persone sanno questo e decidono con gli occhi bene aperti di guardarsi in faccia e di sposarsi lo stesso, allora non mi sembra affatto ne un gesto conservatore ne un'illusione. Lo trovo anzi radicale, coraggioso e molto romantico".
Ma, quando due persone sanno questo e decidono con gli occhi bene aperti di guardarsi in faccia e di sposarsi lo stesso, allora non mi sembra affatto ne un gesto conservatore ne un'illusione. Lo trovo anzi radicale, coraggioso e molto romantico".
Ecco qui....questo penso io....allora tanti auguri ai miei amici.....perchè trovino ogni mattina uno negli occhi dell'altra la ragione di essere felici.
Paola Basile
sabato 19 maggio 2012
...non sono "solo" parole.....
...sono stata dei giorni senza parole...capitano i momenti di silenzio e uno scrittore ne avverte il peso perchè uno scrittore riconosce l'importanza delle parole. Quando poi all'improvviso oggi sono tornate nella mia vita, speravo che tornassero in me parole belle invece no, non tornano sempre le belle.
Ieri sera sono stata al teatro Elicantropo, ho visto dei bravissimi allievi attori...mi accorgo che molti esseri umani per recitare una parte scelgono il teatro, una gran bella cosa, ma una buona parte di loro, sceglie la vita. Ti propone quello che non è tradendosi nell'immediato, perchè anche il più rinomato degli attori, fuori o sul palco, non riesce a nascondere totalmente se stesso. Una mente intelligente, un cuore aperto, un' indole che teme la menzogna ma non la verità, non viene tradita da nessuna messa in scena. Riesce a guardare oltre, oltre le parole, oltre l'enfasi messa nelle parole, oltre la gestualità, oltre tutto. Ed è chiara sia la recita che la realtà, ne percepisce in maniera precisa ogni confine, ogni punto di congiunzione.
Il palcoscenico del teatro è affascinante. Il palcoscenico della vita è ridicolo, demotivante e fortemente noioso.Una rappresentazione dalla trama decisamente priva di emozioni. Non mi piace la falsità. Non mi piace la gente che ostenta quello che non è. Non mi piacciono le parole ambigue, non mi piacciono le scene patetiche, non mi piace chi non si schiera, non mi piacciono le mezze misure, non mi piace il dolore che non viene presentato con dignità, non mi piace la gioia gridata ai quattro venti quando non ci sono motivi per gioire. Parlo in pubblico qui e mi schiero, alle mie parole seguiranno i fatti. Perchè sono proprio quelli che le impregnano di valore. Ecco, il potere delle parole è questo. Quello di esprimere esattamente e pienamente le cose. Le parole sono precise, anche se qualcuno crede che siano interpretabili non è vero. Esiste sempre un'unica verità, quella che noi siamo, quello che abbiamo scelto di essere, coraggiosi o vili, falsi o veri, orgogliosi o puerili, fedeli o infedeli...le nostre parole la esprimono pienamente, sempre. L'unico modo per non mostrare se stesso è tacere...esprimere il contrario di quello che siamo, permette al prossimo di conoscere totalmente la nostra vera indole, tutto quello che stiamo nascondendo.
Amo le parole, amo le mie parole. Ultimamente ne sono rimasta a secco, ho capito perchè. Mi è molto chiaro, tra una miriade di sceneggiature proposte, mi ostinavo a non recitare e a smascherare le noiose recite. Non è compito mio è deformazione "professionale" o forse necessità "professionale" di non finire in silenzio. Sono finita in silenzio pur di non mettermi a recitare anche io una parte, non mi servono nè applausi nè consensi, non sono una attrice, sono una scrittrice.
Melania aspetta un mio post sul blog...anche Mara....scrivo per voi che aspettate i miei post..mi piacerebbe sapere cosa pensate voi delle parole....se condividete quello che ho scritto...oppure no.
E' il confronto che spinge verso la crescita di se, di quella parte di noi che da soli non riusciamo a far emergere o a migliorare. Ve lo dico con tanto egoismo: miglioratemi con le vostre risposte.Buon sabato di sole.
Paola
Ieri sera sono stata al teatro Elicantropo, ho visto dei bravissimi allievi attori...mi accorgo che molti esseri umani per recitare una parte scelgono il teatro, una gran bella cosa, ma una buona parte di loro, sceglie la vita. Ti propone quello che non è tradendosi nell'immediato, perchè anche il più rinomato degli attori, fuori o sul palco, non riesce a nascondere totalmente se stesso. Una mente intelligente, un cuore aperto, un' indole che teme la menzogna ma non la verità, non viene tradita da nessuna messa in scena. Riesce a guardare oltre, oltre le parole, oltre l'enfasi messa nelle parole, oltre la gestualità, oltre tutto. Ed è chiara sia la recita che la realtà, ne percepisce in maniera precisa ogni confine, ogni punto di congiunzione.
Il palcoscenico del teatro è affascinante. Il palcoscenico della vita è ridicolo, demotivante e fortemente noioso.Una rappresentazione dalla trama decisamente priva di emozioni. Non mi piace la falsità. Non mi piace la gente che ostenta quello che non è. Non mi piacciono le parole ambigue, non mi piacciono le scene patetiche, non mi piace chi non si schiera, non mi piacciono le mezze misure, non mi piace il dolore che non viene presentato con dignità, non mi piace la gioia gridata ai quattro venti quando non ci sono motivi per gioire. Parlo in pubblico qui e mi schiero, alle mie parole seguiranno i fatti. Perchè sono proprio quelli che le impregnano di valore. Ecco, il potere delle parole è questo. Quello di esprimere esattamente e pienamente le cose. Le parole sono precise, anche se qualcuno crede che siano interpretabili non è vero. Esiste sempre un'unica verità, quella che noi siamo, quello che abbiamo scelto di essere, coraggiosi o vili, falsi o veri, orgogliosi o puerili, fedeli o infedeli...le nostre parole la esprimono pienamente, sempre. L'unico modo per non mostrare se stesso è tacere...esprimere il contrario di quello che siamo, permette al prossimo di conoscere totalmente la nostra vera indole, tutto quello che stiamo nascondendo.
Amo le parole, amo le mie parole. Ultimamente ne sono rimasta a secco, ho capito perchè. Mi è molto chiaro, tra una miriade di sceneggiature proposte, mi ostinavo a non recitare e a smascherare le noiose recite. Non è compito mio è deformazione "professionale" o forse necessità "professionale" di non finire in silenzio. Sono finita in silenzio pur di non mettermi a recitare anche io una parte, non mi servono nè applausi nè consensi, non sono una attrice, sono una scrittrice.
Melania aspetta un mio post sul blog...anche Mara....scrivo per voi che aspettate i miei post..mi piacerebbe sapere cosa pensate voi delle parole....se condividete quello che ho scritto...oppure no.
E' il confronto che spinge verso la crescita di se, di quella parte di noi che da soli non riusciamo a far emergere o a migliorare. Ve lo dico con tanto egoismo: miglioratemi con le vostre risposte.Buon sabato di sole.
Paola
mercoledì 4 aprile 2012
.....i miserabili....
E' una categoria. Decisamente una categoria anche se le cose che sono catalogate, classificate, dovrebbero essere riposte in una cartella, in informatica diciamo in una tabella, in una struttura possibilmente non relazionata alle altre per nessun motivo al mondo. Mi sto dilungando. Mi riprendo. Chi sono i miserabili? Sono tutti quelli che elargiscono parole d'amore, di affetto, di stima, di rispetto non comprendendone assolutamente il significato. Sono coloro che chiamano amore una scopata per raggiungere il loro lurido scopo senza neanche guardare chi hanno di fronte, senza neanche cogliere l'occasione bella di conoscere qualcuno che possa dare minimamente un senso alla loro misera vita, misera come loro stessi. Sono coloro che non hanno la forza delle decisioni, la potenza dei valori ma che si fanno governare dai loro istinti o ancora peggio dagli altri, sono coloro che non hanno il coraggio di vivere, di affrontare la realtà, di decidere, di agire. Sono coloro che non condividono i loro pensieri perchè non hanno pensieri. Sono coloro che agiscono di istinto come gli animali, perchè non hanno principi, nè concetti, nè storia sulla quale fondare le loro decisioni.. Sono coloro che ostentano sicurezza ma sono profondamente insicuri e infelici. Sono coloro che non conoscono il dolore perchè solo chi conosce l'amore è in grado di sentirlo. Sono coloro che fanno finta di avere problemi e preoccupazioni per essere ascoltati e compatiti dagli altri sempre col fine ultimo di raggiungere un perfido scopo. Sono coloro che non hanno idee e neanche ideali, che giocano a moscacieca nel bellissimo panorama che offre la vita perchè non hanno nessun senso, nessun motivo di stare al mondo se non quello di soddisfare i propri istinti animaleschi. Sono coloro dai quali io sto alla larga e che spesso ruotano nel mio perimetro a volte si relazionano direttamente con me altre volte indirettamente e questo mi spinge stasera a parlare di loro, per tirare fuori il fastidio, lo sdegno che non è ancora indifferenza perchè non sono pronta ad accettare ancora il rifiuto del bene, il rifiuto della vita, il rifiuto dei valori.Miserabili spero che qualcuno vi rinchiuda come bestie feroci in una gabbia dalle sbarre forti e dal lucchetto saldo, cosicchè non possiate fare più alcun male a chi, incantato dalla vita, lontano dall'esistenza del male, non riesce a vedere la vostra vera natura che si nasconde dietro sguardi angelici e parole mielose.
Miserabili spero che presto vi raggiunga la vecchiaia perchè la solitudine vi darà il giusto dolore che compenserà tutto il male che in giovinezza avete fatto....perchè tutto si paga qui e in nessun altro luogo. Miserabili.
Miserabili spero che presto vi raggiunga la vecchiaia perchè la solitudine vi darà il giusto dolore che compenserà tutto il male che in giovinezza avete fatto....perchè tutto si paga qui e in nessun altro luogo. Miserabili.
Uomo di Galilea
Io non so cosa sia la fede. So che credo, questo si, ma non è importante per l'argomento che voglio affrontare nel mio post. Voglio parlare di un uomo. Voglio parlare dell'uomo di Galilea. Ne voglio parlare perchè l'ho ascoltato da quando avevo otto anni la prima volta. La mia famiglia è molto cattolica e quindi da quando ero piccola tutte le domeniche frequentavo la chiesa vicino casa mia e per circa vent'anni l'ho frequentata assiduamente. E anche se sei piccolo, anche se non ci capisci nulla, certe parole ripetute ti entrano dentro. Le conosco tutte. Potrei dire a memoria. E a prescindere dalle leggi dell'Universo, dalla conferma dell'esistenza di Dio e tutte queste cose, che le parole che potrei usare adesso, non chiariscono, nè risolvono, riconosco che le sue di parole invece sono estremamente totalitarie e le condivido tutte e non solo quelle ma anche il suo modo di vivere. Sono potenti le parole se la tua vita le confermano. A piedi scalzi andava in giro con gli amici per le strade della Galilea, grande esempio di libertà. Parlava dell'amore, dell'amicizia, della speranza, della gioia, del dolore, della morte e della rinascita e li viveva. Ci sono delle parole che mi sono rimaste dentro da sempre e nè il tempo, nè il male che ho ricevuto e che qualche volta ho anche dato, hanno rimosso o cancellato. "Date prova di quella speranza che c'è in voi, coraggio" oppure "Siate testimoni di un amore vero" e tante altre veramente tante. Mi ha colpito un momento in cui si descrive che i suoi amici discutevano tra di loro e lui stava seduto a terra e scriveva sulla sabbia. Cosa scriveva Gesù il Nazareno sulla sabbia? Vorrei tanto saperlo perchè secondo me è importarte, un tassello mancante. Lui è l'uomo più grande della storia dell'umanità. Penso questo. Ha guarito un amico, ha parlato alla gente, ci ha insegnato che non bisogna giudicare, ha fatto un percorso di dolore, è caduto e si è rialzato, ci ha detto che si muore di dolore e dal dolore si risorge, ci ha detto che qualcuno ci tradirà, che un amico ci rinnegherà, a volte anche il nostro migliore amico, ci ha detto che la mamma è l'unica che ci ama veramente e che ci accompagna nel cammino, ci ha detto che uno sconosciuto ci può dare sollievo più di un amico e mi riferisco alla Veronica che gli diede il fazzoletto sulla strada verso la croce. Ci ha detto che dobbiamo imparare a portare la croce. Ci ha detto che in qualsiasi momento della vita ci si può pentire. Non si è dimenticato di nulla. Ed io? Prendo le sue parole, la sua vita e ne faccio il mio esempio e null'altro. Uomo di Galilea che passando vai...mi piacerebbe se ti fermassi con me....mentre il sole volge al tramonto.
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