.....stasera ho parlato al telefono con Monica. Monica è una mia amica. Monica ha usato le parole che abbracciano. Avevo bisogno di questo. Solo di questo. E stasera, sono tornata a casa ed ho pensato di scriverlo....perchè sembra banale forse ma davvero è importante questa cosa qui. Ricevere le parole che abbracciano è una cosa rara veramente rara. Amici miei le conoscete le parole che abbracciano? Io mi sento stanca stasera e Monica lo sa....molto molto stanca....e la stanchezza fa vedere i mostri, fa perdere di vista l'orientamento e la razionalità. Adesso so solo che devo passare un po' di tempo con Paola, in un luogo solitario e che le persone che mi amano lo capiscono e mi aspettano....Monica mi ha detto che lei mi aspetta perchè dobbiamo fare un progetto grande grande anzi tanti progetti grandi grandi.....dobbiamo fare il musical insieme a Claudio che pensa che io l'ho dimenticato. Le cose più importanti dimorano nel mio cuore e il cuore costruisce da se così come batte. Sono stanca e forte addesso....ma potrei anche essere debole perchè sono abbandonata nell'abbraccio delle sue parole. Resto qui con questa sensazione.....e dico a Monica che le voglio bene. E' tutto sempre così meraviglioso....
Paola
lunedì 23 luglio 2012
venerdì 15 giugno 2012
....il matrimonio....
...affronto un tema difficile, forse uno dei più difficili di cui si possa mai parlare. D'amore è facile parlare, perchè è un concetto astratto e i concetti astratti non hanno confini o dimensioni, ognuno può dire la sua ed è sicuramente una valida opinione. Il matrimonio invece è concretezza. Sono due persone che ad un certo punto si guardano e decidono di prendersi l'impegno di vivere insieme...tutta la vita. Per tanto tempo ho cercato di dire le parole giuste sul matrimonio fino al giorno in cui un collega, ricordo anche il suo nome, si chiamava Felice, mi disse di vedere un film. Il film si chiama Frida. A volte capita per fortuna o per caso di leggere le parole che qualcuno ha scritto prima di te, proprio quelle che avresti voluto scrivere tu. E' successo ed ai miei amici Pino e Nicoletta dedico queste parole perchè di meglio io non saprei fare.
"Io non credo nel matrimonio, no, davvero non ci credo: voglio essere ben
chiara su questo punto. Lo considero al suo peggio un gesto politico
ostile, un modo usato dagli uomini dalla mente ristretta per tenere le
donne in casa e fuori dai piedi. Un gesto ammantato di una parvenza di
tradizione e pervaso del conservatorismo più ripugnante. Al suo meglio è
una beata illusione. Sono due persone che si amano davvero e che non
hanno idea di quanto stiano per rendersi infelici a vicenda.
Ma, quando due persone sanno questo e decidono con gli occhi bene aperti di guardarsi in faccia e di sposarsi lo stesso, allora non mi sembra affatto ne un gesto conservatore ne un'illusione. Lo trovo anzi radicale, coraggioso e molto romantico".
Ma, quando due persone sanno questo e decidono con gli occhi bene aperti di guardarsi in faccia e di sposarsi lo stesso, allora non mi sembra affatto ne un gesto conservatore ne un'illusione. Lo trovo anzi radicale, coraggioso e molto romantico".
Ecco qui....questo penso io....allora tanti auguri ai miei amici.....perchè trovino ogni mattina uno negli occhi dell'altra la ragione di essere felici.
Paola Basile
sabato 19 maggio 2012
...non sono "solo" parole.....
...sono stata dei giorni senza parole...capitano i momenti di silenzio e uno scrittore ne avverte il peso perchè uno scrittore riconosce l'importanza delle parole. Quando poi all'improvviso oggi sono tornate nella mia vita, speravo che tornassero in me parole belle invece no, non tornano sempre le belle.
Ieri sera sono stata al teatro Elicantropo, ho visto dei bravissimi allievi attori...mi accorgo che molti esseri umani per recitare una parte scelgono il teatro, una gran bella cosa, ma una buona parte di loro, sceglie la vita. Ti propone quello che non è tradendosi nell'immediato, perchè anche il più rinomato degli attori, fuori o sul palco, non riesce a nascondere totalmente se stesso. Una mente intelligente, un cuore aperto, un' indole che teme la menzogna ma non la verità, non viene tradita da nessuna messa in scena. Riesce a guardare oltre, oltre le parole, oltre l'enfasi messa nelle parole, oltre la gestualità, oltre tutto. Ed è chiara sia la recita che la realtà, ne percepisce in maniera precisa ogni confine, ogni punto di congiunzione.
Il palcoscenico del teatro è affascinante. Il palcoscenico della vita è ridicolo, demotivante e fortemente noioso.Una rappresentazione dalla trama decisamente priva di emozioni. Non mi piace la falsità. Non mi piace la gente che ostenta quello che non è. Non mi piacciono le parole ambigue, non mi piacciono le scene patetiche, non mi piace chi non si schiera, non mi piacciono le mezze misure, non mi piace il dolore che non viene presentato con dignità, non mi piace la gioia gridata ai quattro venti quando non ci sono motivi per gioire. Parlo in pubblico qui e mi schiero, alle mie parole seguiranno i fatti. Perchè sono proprio quelli che le impregnano di valore. Ecco, il potere delle parole è questo. Quello di esprimere esattamente e pienamente le cose. Le parole sono precise, anche se qualcuno crede che siano interpretabili non è vero. Esiste sempre un'unica verità, quella che noi siamo, quello che abbiamo scelto di essere, coraggiosi o vili, falsi o veri, orgogliosi o puerili, fedeli o infedeli...le nostre parole la esprimono pienamente, sempre. L'unico modo per non mostrare se stesso è tacere...esprimere il contrario di quello che siamo, permette al prossimo di conoscere totalmente la nostra vera indole, tutto quello che stiamo nascondendo.
Amo le parole, amo le mie parole. Ultimamente ne sono rimasta a secco, ho capito perchè. Mi è molto chiaro, tra una miriade di sceneggiature proposte, mi ostinavo a non recitare e a smascherare le noiose recite. Non è compito mio è deformazione "professionale" o forse necessità "professionale" di non finire in silenzio. Sono finita in silenzio pur di non mettermi a recitare anche io una parte, non mi servono nè applausi nè consensi, non sono una attrice, sono una scrittrice.
Melania aspetta un mio post sul blog...anche Mara....scrivo per voi che aspettate i miei post..mi piacerebbe sapere cosa pensate voi delle parole....se condividete quello che ho scritto...oppure no.
E' il confronto che spinge verso la crescita di se, di quella parte di noi che da soli non riusciamo a far emergere o a migliorare. Ve lo dico con tanto egoismo: miglioratemi con le vostre risposte.Buon sabato di sole.
Paola
Ieri sera sono stata al teatro Elicantropo, ho visto dei bravissimi allievi attori...mi accorgo che molti esseri umani per recitare una parte scelgono il teatro, una gran bella cosa, ma una buona parte di loro, sceglie la vita. Ti propone quello che non è tradendosi nell'immediato, perchè anche il più rinomato degli attori, fuori o sul palco, non riesce a nascondere totalmente se stesso. Una mente intelligente, un cuore aperto, un' indole che teme la menzogna ma non la verità, non viene tradita da nessuna messa in scena. Riesce a guardare oltre, oltre le parole, oltre l'enfasi messa nelle parole, oltre la gestualità, oltre tutto. Ed è chiara sia la recita che la realtà, ne percepisce in maniera precisa ogni confine, ogni punto di congiunzione.
Il palcoscenico del teatro è affascinante. Il palcoscenico della vita è ridicolo, demotivante e fortemente noioso.Una rappresentazione dalla trama decisamente priva di emozioni. Non mi piace la falsità. Non mi piace la gente che ostenta quello che non è. Non mi piacciono le parole ambigue, non mi piacciono le scene patetiche, non mi piace chi non si schiera, non mi piacciono le mezze misure, non mi piace il dolore che non viene presentato con dignità, non mi piace la gioia gridata ai quattro venti quando non ci sono motivi per gioire. Parlo in pubblico qui e mi schiero, alle mie parole seguiranno i fatti. Perchè sono proprio quelli che le impregnano di valore. Ecco, il potere delle parole è questo. Quello di esprimere esattamente e pienamente le cose. Le parole sono precise, anche se qualcuno crede che siano interpretabili non è vero. Esiste sempre un'unica verità, quella che noi siamo, quello che abbiamo scelto di essere, coraggiosi o vili, falsi o veri, orgogliosi o puerili, fedeli o infedeli...le nostre parole la esprimono pienamente, sempre. L'unico modo per non mostrare se stesso è tacere...esprimere il contrario di quello che siamo, permette al prossimo di conoscere totalmente la nostra vera indole, tutto quello che stiamo nascondendo.
Amo le parole, amo le mie parole. Ultimamente ne sono rimasta a secco, ho capito perchè. Mi è molto chiaro, tra una miriade di sceneggiature proposte, mi ostinavo a non recitare e a smascherare le noiose recite. Non è compito mio è deformazione "professionale" o forse necessità "professionale" di non finire in silenzio. Sono finita in silenzio pur di non mettermi a recitare anche io una parte, non mi servono nè applausi nè consensi, non sono una attrice, sono una scrittrice.
Melania aspetta un mio post sul blog...anche Mara....scrivo per voi che aspettate i miei post..mi piacerebbe sapere cosa pensate voi delle parole....se condividete quello che ho scritto...oppure no.
E' il confronto che spinge verso la crescita di se, di quella parte di noi che da soli non riusciamo a far emergere o a migliorare. Ve lo dico con tanto egoismo: miglioratemi con le vostre risposte.Buon sabato di sole.
Paola
mercoledì 4 aprile 2012
.....i miserabili....
E' una categoria. Decisamente una categoria anche se le cose che sono catalogate, classificate, dovrebbero essere riposte in una cartella, in informatica diciamo in una tabella, in una struttura possibilmente non relazionata alle altre per nessun motivo al mondo. Mi sto dilungando. Mi riprendo. Chi sono i miserabili? Sono tutti quelli che elargiscono parole d'amore, di affetto, di stima, di rispetto non comprendendone assolutamente il significato. Sono coloro che chiamano amore una scopata per raggiungere il loro lurido scopo senza neanche guardare chi hanno di fronte, senza neanche cogliere l'occasione bella di conoscere qualcuno che possa dare minimamente un senso alla loro misera vita, misera come loro stessi. Sono coloro che non hanno la forza delle decisioni, la potenza dei valori ma che si fanno governare dai loro istinti o ancora peggio dagli altri, sono coloro che non hanno il coraggio di vivere, di affrontare la realtà, di decidere, di agire. Sono coloro che non condividono i loro pensieri perchè non hanno pensieri. Sono coloro che agiscono di istinto come gli animali, perchè non hanno principi, nè concetti, nè storia sulla quale fondare le loro decisioni.. Sono coloro che ostentano sicurezza ma sono profondamente insicuri e infelici. Sono coloro che non conoscono il dolore perchè solo chi conosce l'amore è in grado di sentirlo. Sono coloro che fanno finta di avere problemi e preoccupazioni per essere ascoltati e compatiti dagli altri sempre col fine ultimo di raggiungere un perfido scopo. Sono coloro che non hanno idee e neanche ideali, che giocano a moscacieca nel bellissimo panorama che offre la vita perchè non hanno nessun senso, nessun motivo di stare al mondo se non quello di soddisfare i propri istinti animaleschi. Sono coloro dai quali io sto alla larga e che spesso ruotano nel mio perimetro a volte si relazionano direttamente con me altre volte indirettamente e questo mi spinge stasera a parlare di loro, per tirare fuori il fastidio, lo sdegno che non è ancora indifferenza perchè non sono pronta ad accettare ancora il rifiuto del bene, il rifiuto della vita, il rifiuto dei valori.Miserabili spero che qualcuno vi rinchiuda come bestie feroci in una gabbia dalle sbarre forti e dal lucchetto saldo, cosicchè non possiate fare più alcun male a chi, incantato dalla vita, lontano dall'esistenza del male, non riesce a vedere la vostra vera natura che si nasconde dietro sguardi angelici e parole mielose.
Miserabili spero che presto vi raggiunga la vecchiaia perchè la solitudine vi darà il giusto dolore che compenserà tutto il male che in giovinezza avete fatto....perchè tutto si paga qui e in nessun altro luogo. Miserabili.
Miserabili spero che presto vi raggiunga la vecchiaia perchè la solitudine vi darà il giusto dolore che compenserà tutto il male che in giovinezza avete fatto....perchè tutto si paga qui e in nessun altro luogo. Miserabili.
Uomo di Galilea
Io non so cosa sia la fede. So che credo, questo si, ma non è importante per l'argomento che voglio affrontare nel mio post. Voglio parlare di un uomo. Voglio parlare dell'uomo di Galilea. Ne voglio parlare perchè l'ho ascoltato da quando avevo otto anni la prima volta. La mia famiglia è molto cattolica e quindi da quando ero piccola tutte le domeniche frequentavo la chiesa vicino casa mia e per circa vent'anni l'ho frequentata assiduamente. E anche se sei piccolo, anche se non ci capisci nulla, certe parole ripetute ti entrano dentro. Le conosco tutte. Potrei dire a memoria. E a prescindere dalle leggi dell'Universo, dalla conferma dell'esistenza di Dio e tutte queste cose, che le parole che potrei usare adesso, non chiariscono, nè risolvono, riconosco che le sue di parole invece sono estremamente totalitarie e le condivido tutte e non solo quelle ma anche il suo modo di vivere. Sono potenti le parole se la tua vita le confermano. A piedi scalzi andava in giro con gli amici per le strade della Galilea, grande esempio di libertà. Parlava dell'amore, dell'amicizia, della speranza, della gioia, del dolore, della morte e della rinascita e li viveva. Ci sono delle parole che mi sono rimaste dentro da sempre e nè il tempo, nè il male che ho ricevuto e che qualche volta ho anche dato, hanno rimosso o cancellato. "Date prova di quella speranza che c'è in voi, coraggio" oppure "Siate testimoni di un amore vero" e tante altre veramente tante. Mi ha colpito un momento in cui si descrive che i suoi amici discutevano tra di loro e lui stava seduto a terra e scriveva sulla sabbia. Cosa scriveva Gesù il Nazareno sulla sabbia? Vorrei tanto saperlo perchè secondo me è importarte, un tassello mancante. Lui è l'uomo più grande della storia dell'umanità. Penso questo. Ha guarito un amico, ha parlato alla gente, ci ha insegnato che non bisogna giudicare, ha fatto un percorso di dolore, è caduto e si è rialzato, ci ha detto che si muore di dolore e dal dolore si risorge, ci ha detto che qualcuno ci tradirà, che un amico ci rinnegherà, a volte anche il nostro migliore amico, ci ha detto che la mamma è l'unica che ci ama veramente e che ci accompagna nel cammino, ci ha detto che uno sconosciuto ci può dare sollievo più di un amico e mi riferisco alla Veronica che gli diede il fazzoletto sulla strada verso la croce. Ci ha detto che dobbiamo imparare a portare la croce. Ci ha detto che in qualsiasi momento della vita ci si può pentire. Non si è dimenticato di nulla. Ed io? Prendo le sue parole, la sua vita e ne faccio il mio esempio e null'altro. Uomo di Galilea che passando vai...mi piacerebbe se ti fermassi con me....mentre il sole volge al tramonto. lunedì 26 marzo 2012
..il tradimento....
Oggi voglio affrontare un argomento difficile, sento di volerne parlare con Melania con la quale si apre sempre un bellissimo dialogo e con tutti gli altri. Inizio con la foto. Quando in genere si parla del tradimento la mente viaggia subito al rapporto tra un uomo e una donna, a quelle che tutti chiamano "corna", ebbene io penso di no, quello non è un tradimento, quella è la semplice soddisfazione di un bisogno fisico primario, negli uomini quasi un'esigenza, una soddisfazione talvolta del proprio "ego" che purtroppo, per quanto appaia paradossale quello che sto dicendo, non trova spazio in un equilibrato rapporto a due durevole nel tempo. Il tradimento è una cosa ben più profonda,che aggredisce spazi aperti di un'anima che è stata donata all'altro senza misura. L'immagine che ho riportato è l'esempio eclatante del tradimento. Un'angelo in volo colpito da una freccia che cade a terra a faccia in giù. Questa è la sensazione che si prova. Io l'ho provata. Ho trovato tutta la forza nelle parole e sono diventata una scrittrice. Il tradimento subito è stato l'inizio di un periodo bello. Come dice Lucio Dalla " e rinasce un fiore sopra un fatto brutto". Ma questa è un'altra storia, la storia di adesso è che cosa significa tradire. Tradire significa mentire ad una persona a cui puoi dire tutte le verità, una persona che ti accetta per come sei senza porsi nessun limite anzi una persona che ti antepone ai suoi limiti perchè per lei sei importante come se stessa. Tradire significa non capire il valore dell'altro, la sua onestà, il suo amore e dissacrarlo. Tradire significa colpire alle spalle come la freccia della foto. Forse chi non è stato tradito non lo sa e quindi tradisce ignaro del dolore che può provocare..suona come un'alibi, una scusa, l'assenza di giudizio che cerco di mettere in tutte le cose che affronto. Tradire è peccato, un peccato verso se stessi. Tradire è dolore. Tradire è fine.giovedì 1 marzo 2012
...oltre ogni limite...
C'è una canzone di Renato Zero, si chiama "Oltre ogni limite", ve ne voglio parlare. Vi scrivo il testo e poi vi spiego perchè mi ha colpito amici. "Inverosimile sentirti respirare in me, avverto un brivido
sei come un vento che non c’è e si che il giorno ti ha portato via senza preavviso senza che fossi già così forte da farcela senza te. E’ stato un crimine mettere all’asta il posto tuo insostituibile
quello che fu davvero mio, profumo inequivocabile, presenza che mai più toccai, nei silenzi del mondo che rimpiange noi. Oltre ogni limite il mio pensiero sta tornando a te, all’abitudine piacevole che poi di noi s’innamorò amore folle e irragionevole da spazzarci via per restare solo ed unico una splendida pazzia Ci puoi scommettere io non ci riproverò ho le mie nuvole è la che mi nasconderò così mi renderò introvabile al vuoto che ora abita in me e che rende fragile il ricordo che ho di te.
Oltre ogni limite come quel fuoco che incendiò le nostre anime incredule dannate per l’eternità per raggiungere quel culmine per salire fin lassù dove ci si arriva facile da dove non si torna più!"
Allora, leggetela almeno due volte. Questa canzone parla di un amore a cui non è stato dato il giusto valore. Io non lo riferisco all'amore tra un uomo e una donna ma all'amore per un sogno distrutto da qualcuno che come un bambino incosciente lo ha interrotto perchè non era il sogno suo. Abbiamo assistito in questi giorni all'interruzione del progetto "Tracce di mare" in cui avevamo messo tutte le nostre energie singole e di gruppo per realizzare qualcosa di bello, di importante, di valido in un posto dove Bagnoli in cui si assiste solo ad un "magnamagna" generale, un progetto amato dalla gente e riconosciuto valido dalle istituzioni e dal quartiere. La motivazione non è giunta a noi in maniera diretta, per vie traverse ci è stato detto che non lo abbiamo organizzato bene. Chi c'era ed ha visto non può affermare lo stesso. Non si è fatto male nessuno, abbiamo lasciato la scuola in perfetto ordine. Vi spiego anche un'altra cosa. Ho pulito i bagni dell'auditorium della scuola prima di iniziare il concerto che versavano in condizioni pietose, a rischio veramente di malattie ed infezioni, chissà perchè il rischio si vede solo dove conviene vederlo. Ho messo persino due cartelli per separare il bagno destinato agli uomini, da quello destinato alle donne. Se abbiamo sbagliato in qualcosa, se qualcuno avesse creduto nell'amore che stavamo mettendo in questa cosa, se non avesse avuto il cinismo di non vederlo, avrebbe parlato con noi, ci avrebbe corretto e saremmo andati avanti insieme, perchè insieme si fanno grandi cose. Adesso siamo qui, con il nostro progetto nelle mani e non vogliamo cedere alle logiche di potere di Bagnoli Futura e dell'illegalità e non possiamo far null'altro che riporre il nostro sogno nel cassetto in attesa che qualcuno, preso dal buon senso e dall'amore per la musica ed il territorio che abbia il giusto peso e la giusta posizione nella società sposi la nostra causa e lo realizzi con noi. Tutto qui.
Adesso mi tocca nascondermi dal senso di vuoto che sento dentro, dall'impotenza e dal ricordo di tutto quello che è stato che fa male ancora un po'.
Scriverò le altre parti del racconto, lo completerò e lo distribuirò in maniera gratuita a tutti quelli che hanno creduto in questo sogno. Lo dedicherò a due bambini, a Michelangelo, che ha letto tutta la prima parte durante il concerto, seduto come un adulto e a Francesco per il solo fatto che esiste.
Resto nel porto....quando avrò una nuova spinta spiegherò le vele e mi incamminerò alla ricerca di altri sogni, sulle tracce del mare.
sei come un vento che non c’è e si che il giorno ti ha portato via senza preavviso senza che fossi già così forte da farcela senza te. E’ stato un crimine mettere all’asta il posto tuo insostituibile
quello che fu davvero mio, profumo inequivocabile, presenza che mai più toccai, nei silenzi del mondo che rimpiange noi. Oltre ogni limite il mio pensiero sta tornando a te, all’abitudine piacevole che poi di noi s’innamorò amore folle e irragionevole da spazzarci via per restare solo ed unico una splendida pazzia Ci puoi scommettere io non ci riproverò ho le mie nuvole è la che mi nasconderò così mi renderò introvabile al vuoto che ora abita in me e che rende fragile il ricordo che ho di te.
Oltre ogni limite come quel fuoco che incendiò le nostre anime incredule dannate per l’eternità per raggiungere quel culmine per salire fin lassù dove ci si arriva facile da dove non si torna più!"
Allora, leggetela almeno due volte. Questa canzone parla di un amore a cui non è stato dato il giusto valore. Io non lo riferisco all'amore tra un uomo e una donna ma all'amore per un sogno distrutto da qualcuno che come un bambino incosciente lo ha interrotto perchè non era il sogno suo. Abbiamo assistito in questi giorni all'interruzione del progetto "Tracce di mare" in cui avevamo messo tutte le nostre energie singole e di gruppo per realizzare qualcosa di bello, di importante, di valido in un posto dove Bagnoli in cui si assiste solo ad un "magnamagna" generale, un progetto amato dalla gente e riconosciuto valido dalle istituzioni e dal quartiere. La motivazione non è giunta a noi in maniera diretta, per vie traverse ci è stato detto che non lo abbiamo organizzato bene. Chi c'era ed ha visto non può affermare lo stesso. Non si è fatto male nessuno, abbiamo lasciato la scuola in perfetto ordine. Vi spiego anche un'altra cosa. Ho pulito i bagni dell'auditorium della scuola prima di iniziare il concerto che versavano in condizioni pietose, a rischio veramente di malattie ed infezioni, chissà perchè il rischio si vede solo dove conviene vederlo. Ho messo persino due cartelli per separare il bagno destinato agli uomini, da quello destinato alle donne. Se abbiamo sbagliato in qualcosa, se qualcuno avesse creduto nell'amore che stavamo mettendo in questa cosa, se non avesse avuto il cinismo di non vederlo, avrebbe parlato con noi, ci avrebbe corretto e saremmo andati avanti insieme, perchè insieme si fanno grandi cose. Adesso siamo qui, con il nostro progetto nelle mani e non vogliamo cedere alle logiche di potere di Bagnoli Futura e dell'illegalità e non possiamo far null'altro che riporre il nostro sogno nel cassetto in attesa che qualcuno, preso dal buon senso e dall'amore per la musica ed il territorio che abbia il giusto peso e la giusta posizione nella società sposi la nostra causa e lo realizzi con noi. Tutto qui.
Adesso mi tocca nascondermi dal senso di vuoto che sento dentro, dall'impotenza e dal ricordo di tutto quello che è stato che fa male ancora un po'.
Scriverò le altre parti del racconto, lo completerò e lo distribuirò in maniera gratuita a tutti quelli che hanno creduto in questo sogno. Lo dedicherò a due bambini, a Michelangelo, che ha letto tutta la prima parte durante il concerto, seduto come un adulto e a Francesco per il solo fatto che esiste.
Resto nel porto....quando avrò una nuova spinta spiegherò le vele e mi incamminerò alla ricerca di altri sogni, sulle tracce del mare.
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